Calanchi tra mito e realtà
1998
Pisticci
Questo è il tema di un’installazione in Piazza Umberto 1° di Angelo Caruso che da anni è impegnato con l’arte sui temi ambientali. Con la sua opera l’artista ha inteso rivolgere la sua attenzione ad uno degli aspetti più suggestivi che caratterizzano le aree interne della nostra provincia, appunto i calanchi, un patrimonio della nostra terra da proteggere e valorizzare tutti i costi.
Angelo Caruso che ha sottotitolato l’installazione “Pisticci un mondo che ispira, respira e…spira” è convinto che “l’Arte è uno strumento preziosissimo per sottrarre l’ambiente al malessere e restituirlo alla natura nella sua interezza”.
Da qui l’idea di fare l’installazione che ha registrato la presenza di un numero elevatissimo di visitatori di tutte le età.
Durante la performance l’artista ha installato blocchi di calanchi creando un affascinante scenografia di canyon e dopo la lettura di una poesia molto critica dell’uso che viene fatto dei calanchi, utilizzati come discariche di rifiuti, ha spruzzato yogurt di mirtillo, leggendo una poesia:
“Si pensa a mille progetti per i calanchi, risorsa ambientale, tra dune lunari e profili animali, mammelle appagate e lame di coltello. Ma forse non è più tempo di sognare e di poesia, in questo mondo dove il profitto a tutti costi e qualsiasi prezzo, spazza via ogni illusione.
Migliardi, migliardi, miliardi.
Rifiuti, rifiuti, rifiuti.”
(Michele Selvaggi)










